Riflessioni sulla mostra
di Paolo Monti all'Università di Costanza
Stephen Lynch
Ho il privilegio di conoscere Paolo Monti da diversi anni. L'ho osservato pianificare e realizzare le sue opere, preparare le sue mostre, e
ogni volta m'intriga l'abilità che mostra nel suscitare l'interesse di molte
persone a partecipare con lui alla realizzazione dei suoi progetti artistici.
Questa mostra è l'ulteriore dimostrazione della capacità di quest'artista nel
coinvolgere un numero sempre crescente di personaggi di differente cultura e
sensibilità nel suo lavoro.
Fra le tecniche che Paolo Monti utilizza per dare corpo
alle sue opere ci sono anche quelle derivanti dalle scoperte scientifiche.
Queste gli permettono di esprimere concetti molto importanti:. Uno in
particolare che io ritengo notevolmente interessante è l'idea che è possibile
andare oltre e nelle sue opere trovo esempi eccellenti di questa capacità.
Egli rende visibile l'invisibile catturando immagini che noi normalmente non
riusciamo a captare, vedere.
Un altro aspetto peculiare di Paolo Monti è la sua continua sete di trovare
tecniche innovative per realizzare i suoi lavori. Ciò gli permette di
trasformare in arte idee stupefacenti. E' come se Paolo Monti avesse costruito
un'autostrada di 100.000 miglia di creatività e ad ogni sua mostra ci diriga
fuori dall'autostrada e mentre la strada continua il paesaggio che incontriamo è
costituito dalle sue opere esibite. La mostra all'Università di Costanza
corrisponde ad un'altra uscita di quest'autostrada.
Roma, 5 ottobre 2000
Stephen Lynch
(Collezionista)
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