Università di Costanza, Germania Paolo Monti, Dollar Image, 1989   PAOLO MONTI VIERDIMENSIONAL²
UNIVERSITÄT KONSTANZ GALERIE AUF DER EMPORE
Testi scelti sulle opere di Paolo Monti


 

Odoralo è buono!
Massimo Canevacci, Docente di Antropologia “La Sapienza” Roma

Interpreto la possibilità desiderante - da parte di uno spettatore che si svolge (o si annusa) in attore performativo dell'evento ODORALO E' BUONO - di bruciare banconote di un dollaro come l'attualizzazione di più desideri inscatolati: inizialmente quello del giocatore. Come è noto, il vero piacere devastante e incontrollabile di ogni vero giocatore è arrivare ad un climax di puntate per poi perdere tutto. Qui scatta il piacere assoluto.

Paolo Monti colloca questo attivo performer di fronte ad una possibilità estrema. Anzi eXtrema ... Trasformare il danaro, l'immortale, sempre controvertibile in tutte le altre Paolo Monti, ODORALO E' BUONOmonete del mondo, vero sostituto all'alchemico oro, ormai andato in pensione per la sua avvenuta sostituibilità da qualcosa di molto più valorizzante (...$...): solo che il fuoco pneumatico, che contribuiva ritualmente alla trasformazione degli elementi più osceni in oro, ora si è trasformato in qualcosa di altro.

E questo è il desiderio secondo. Da tempo gli architetti più avanzati scrivono e progettano una architettura che brucia: architecture must burn, come una corrente recente dell'antropologia. Un'antropologia infiammata. Questo evento, invece, infiamma sua maestà il dollaro. Just One. La mia conseguenza, fatta di logiche permeate dall'abbinamento semiotico, è la seguente.

Terzo desiderio. Se nell'era dell'alchimia la merda sotto il fuoco pneumatico si trasformava in oro, ora è il suo sostituto mondano - il dollaro per l'appunto - a trasformarsi in merda ... Paolo Monti sa bene tutto questo e così si spiega anche l'enigma del titolo: odoralo è buono attesta che il senso più rimosso dalla cultura occidentale - l'odorato - viene riattivato proprio per questo: riscoprire il piacere dell'odore e l'odore più piacevole a partire dall'infanzia, poi rimosso dall'imperativo culturale, è proprio questa: lo sterco. Riscoprire, riattivandolo, il potere dell'olfatto che ancora per una volta - almeno artisticamente - sarà possibile risperimentare la bontà dell'odore più basso e rimosso. Just One ... Shit ... quarto desiderio ...

Maxx Canevacci

Massimo Canevacci insegna Antropologia presso la Facoltà di Sociologia dell'Università "La Sapienza" di Roma. Tra i suoi ultimi lavori: Antropologia della comunicazione visuale (1997), La città polifonica. Saggio sull'antropologia della comunicazione urbana (1996), Culture eXtreme. Mutazioni giovanili tra i corpi delle metropoli (1999).

 

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