Fuori dal circuito ufficiale
dell’arte, per molti è stato l’unico modo per iniziare ad esporre. Sempre
meno sporadicamente e con un’attenzione maggiore si sono realizzati degli
interventi espositivi in ambienti non preposti alla mostra. Librerie, pub e
ristoranti hanno prestato, più o meno disinteressatamente, il loro spazio
alla creatività. Iniziative sempre più coordinate, fino a diventare vere e
proprie gallerie d’arte, come è avvenuto al Ripa All Siutes Hotel, dove si
sono svolte le prime manifestazioni annuali di RipArte. Le pareti di un
ristorante o di un caffè spesso sono adornate da quadri o stampe, alcune di
dubbio gusto, e allora perché non scegliere di far incontrare l’arte e il
pubblico in uno spazio meno formale, dove gli habituè del locale avranno di
che osservare con delle opere che cambiano di mese in mese. Delle vere e
proprie mostre sulle pareti di uno spazio dove ci si incontra per mangiare e
chiacchierare, così, lo scorso febbraio, al Ripa All Siutes Hotel, con la
direzione artistica dell’Arco di Rab, si è inaugurato il RipArte Cafè con la
mostra delle opere su carta di Claudia Peill, con la collaborazione per la
performance iniziale dell’attrice Claudia Frisone, e dei lavori di Paolo
Monti. L’arte ha trovato un altro luogo per rendersi visibile, ed ecco
in aprile “Storie”, dove sette artisti propongono una serie di racconti
fotografici “non lineari”, immagini della realtà e della sua negazione,
dell’immaginario e del suo occultamento. Una scelta fatta a cura di Viviana
Gravano, per proporre le opere di Barocelli, Battiata, Benvenuti, Buffini,
Cadeddu, Casati e Signorini.
Gianleonardo Latini
Paolo
Monti in
“STORIE"
RipArte Cafè
di Gianleonardo Latini