“Spettatori nell'opera”
Una mostra interattiva in collaborazione con Sony, alla Sala 1,
di Eva Thau, 1998

L’opera è compiuta solo se il fruitore contribuisce attivamente al
processo creativo: questo è l’assunto di una mostra a cura di Lucilla
Meloni, dal titolo Opera partecipata, in corso dal 9 marzo presso la
Galleria Sala 1. Una collettiva con Sergio Lombardo, Paolo Monti,
Cesare Pietroiusti, Michelangelo Pistoletto, Studio Azzurro, Tommaso
Tozzi, Marco Cingolani, Luca Pancrazzi e Alessandro Pessoli.
Il comune denominatore del progetto consiste nel rifiuto del principio
che prevede la semplice contemplazione dell’opera d’arte. Una tendenza
che si è accentuata a partire dalla seconda metà degli anni Novanta,
quando gli artisti hanno iniziato a manifestare l’esigenza di interagire
con il pubblico. Questo è stato coinvolto nel funzionamento dell’opera
d’arte, che così cambia nei suoi presupposti: diventa il risultato di un
progetto comune.
E’ questo il caso di Tommaso Tozzi che ha concepito per la mostra un
intervento intitolato Raccolta di offerte e sottoscrizioni di un
abbonamento a “Il Manifesto” e disponibilità della lettura gratuita da
parte del pubblico come opera d’arte. Un intervento legato al tema
del potere della comunicazione che prevede la possibilità per il
pubblico di leggere il quotidiano gratuitamente, per un intero anno,
presso Sala 1.
Il gruppo di Studio Azzurro presenta un filmato di alcune video
installazioni interattive. Il terzetto milanese, composto da Paolo Rosa,
Fabio Cirifino e Leonardo Sangiorgi, è noto in particolare nell’ambito
della video-art e per le collaborazioni con il teatro. Dal 1995 con
Perché queste mani mi toccano, presentata in occasione della
Triennale di Milano, la ricerca si è focalizzata sulle
videoambientazioni interattive.
Michelangelo Pistoletto, Sergio Lombardo e Paolo Monti intendono
la partecipazione come presenza fisica del soggetto sulle
superfici specchianti. Pistoletto fin dai primi anni Sessanta
contemplava la presenza della figura dell’osservatore integrata nei suoi
quadri specchio.
Sergio Lombardo presenta un lavoro del 1979 dal titolo Specchio
tachistostopico con stimolazione a sognare. Il soggetto si specchia
seguendo alcune istruzioni date.
La superficie specchiante di Paolo Monti è invece fatta di mercurio.
L’osservatore passando di fronte allo “schermo”, provoca l’interruzione
dello stato di quiete della materia, ed avvicinandosi provoca
deformazioni della sua immagine.
L’intervento di Cesare Pietroiusti intitolato Pensieri non
funzionali. Azioni possibili, è di diversa natura. L’artista propone
un insieme di pensieri non finalizzati ed invita i visitatori a
sviluppare dei percorsi intellettuali possibili.
Luca Pancrazzi, Alessandro Pessoli e Marco Cingolani presentano un
lavoro comune dal titolo CD-Room, un Cd-Rom interattivo
realizzato nel 1995, in occasione di una mostra ospitata dalla Galleria
Continua a San Gimignano. È stato uno dei primi esempi in Italia
dell’uso di questo mezzo tecnologico in ambito artistico. Luca Pancrazzi
così definisce il suo intervento: <<Preferisco che il lavoro interagisca
con questo tempo, che produca cioè una necessaria interazione morale,
che si leghi al tempo nelle sue forme più assolute, che lasci scattare
emotive interazioni che portino il fruitore a cogliere la moralità
dell’opera, nel suo aspetto didattico>>.
Eva Thau, Sala 1, piazza di Porta S.
Giovanni 10, tel. 7008691 Dal 9 al 28 marzo 1998

“Spettatori nell'opera”
di Eva Thau,
in Time Out, No. 3,
Marzo 1998,
pag.56
|