Paolo Monti Bibliografia
Archivio ▪ 1994

  

 


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DAL SEGNO ALL’INVISIBILE CORPOREITÀ
scultura e sue trasmutazioni
di Gabriella Dalesio


(…) “Flottage” di Paolo Monti è l’inserzione eventuale di una frazione di visione. Le soglie del percepibile sono sfrangiate in esso: l’atto puramente mentale raffredda e controlla, lasciandole andare, porzioni di infinito. Il movimento diacronico rompe i tempi lineari di un vedere orizzontale e descrittivo: vedere è fare. Ricondurre l’aria alla sua prima fonte (la luce) è assecondarne la natura: il divenire è purificato da ogni pulsione esistenziale.

Fermo sul crinale del’oscillazione l’individuo opera una dislocazione sui piani verticali del suo essere. <<La lumière n’est pas seulement un symbole mais un agent de la puretè. La où la lumiè re ne trouve rien a faire, rien a sèparer, rien à unir, elle passe. Ce qui ne peut etre sèparè ni uni est simple, pur. Dans les espaces infinis, la lumiere ne fait donc rien. Elle attend l’oeil. Elle attend l’ame >> (in “La psychanalyse du feu”, Gaston Bachelard, Ed. Gallimard 1949, pag. 174)
(…)

 

DAL SEGNO ALL’INVISIBILE CORPOREITÀ SCULTURA E SUE TRASMUTAZIONI
DAL SEGNO ALL’INVISIBILE CORPOREITÀ SCULTURA E SUE TRASMUTAZIONI 
Sala 1 - dal 18 novembre 1994

Inaugurando il quinto anno della propria attività lo Studio Arte in Scena presenta una mostra collettiva di 14 artisti italiani, scelti per rappresentare o almeno esemplificare lo stato attuale sia della scultura che delle arti visive nel nostro paese.

Senza pregiudiziali di tendenze, ma anzi sotto il denominatore comune di una attività in corso, gli artisti scelti sono stati riuniti in due sezioni: una è formata da scultori che hanno alle spalle già molti decenni di attività riconosciuta e le cui opere sono ben note, ai quali è stato chiesto di esporre disegni o bozzetti proprie a testimonianza di un’attività di ricerca ancora in pieno sviluppo; l’altra è formata da artisti dell’ultima generazione ai quali è stato chiesto di esporre opere della loro produzione recente che arricchisce il panorama della ricerca artistica in corso. Si tratta dunque di un accostamento nell’attualità di rappresentanti di generazioni diverse che contribuiscono tutti a formulare nuove ipotesi di lavoro nell’arte contemporanea.

La mostra è stata presentata da due noti critici: la selezione del primo gruppo e la relativa presentazione in catalogo è firmata da Fabrizio D’Amico; quella del secondo gruppo da Gabriella Dalesio.

La sezione Fabrizio D’Amico <<La corsa ansiosa del segno>> - Nicola Garrino, Ciariacono, Nedda Guidi, Rosanna Lancia, Carlo Lorenzetti, Teodosio Magnoni, Eliseo Mattiacci, Giuseppe Uncini

La sezione Gabriella Dalesio - <<Pieghe>>
Matteo Fraterno, Licia Galizia, Paulina Humeres, Karpuseeler, Paolo Monti, Gloria Pastore


“Pieghe”
di Gabriella Dalesio
in: Dal segno all'invisibile corporeità - scultura e sue trasmutazioni, 1994
Napoli, Liguori Editore
pp. 66, 76, 77, 89