
Paolo
Monti Bibliografia
Archivio ▪ 1994 |
Gabriella Dalesio in:
Osservatorio Singolare, Perugia 1994, pp.12, 23,
24, 25,40
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Di impercettibilità e avvicinamento progressivo ad altre soglie
percettive, che dell’individuo ne trasformino la possibilità di
vedere, mutando l’antico rapporto separativo tra il proprio sé e
l’apparente oggetto di osservazione, è informato il lavoro di Paolo
Monti.
Come è possibile rilevare un’ombra di calore, se le modalità di
usare le soglie d’attenzione hanno la velocità e l’arroganza di far
concordare la realtà ai nostri pregiudizi?
Percepire l’invisibile è,stranamente, in tempi in cui le immagini
sono consumate alla velocità dell’attimo, agire in verticalità,
andare in senso inverso: dalla narrazione lineare al salto di una
“doppia” punteggiatura in cui la rappresentazione di sé si riflette
nello specchio liquefatto. “SPECCHIO ELASTICO” è l’impossibilità di
gestire, congelare la forma se non se ne comprende la rotta di
adesione, il suo essere generante e generata. E’ possibile quindi
configurarsi, ora, l’impossibile nostro futuro: se ci poniamo tra la
fonte e lo specchio, l’ “io” si disintegra e si irraggia.
La metafora è iniziata, ma non congelata in un simbolo, diviene
evento.
L’altra metafora adottata da Monti riguarda il processo di
identificazione dell’individuo al denaro (“VALERE TANTO QUANTO”),
quale pretesto di esistenza. Il suo dissolversi (“Immagine di
dollaro”) è ancorato in tempo reale al disfacimento degli stessi
modelli sociali che ormai, perentori ed arroganti, usano gli
individui come replicanti di se stessi, aggrappando una parte
dell’umanità ad una velocissima regressione più che barbarica.
Impercettibili sono gli spostamenti delle sue linee di mercurio: il
progetto agisce nel non essere esplicitato. Il tema del mutamento è
quindi necessità storica, pretesa di nuovi paradigmi. Ma ha radici
lontane, riguarda la co-incidenza saperi diversi.
Paolo
Monti
di Gabriella Dalesio
in: Osservatorio Singolare,
Perugia 1994,
pp. 12, 23, 24, 25,40
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