“Nuove idee per un Polo Scientifico e Museale”
di Paolo Monti e Laura Rossi / 1999
Un Polo Scientifico e Museale,
rispetto ai tradizionali musei pensati per la conservazione e l’esposizione,
si propone d’instaurare un rapporto sinergico, sempre più concreto, tra le
numerose realtà culturali. La trasformazione in atto nella società richiede
anche all’arte contemporanea di ideare nuovi luoghi, affinché la ricerca
trovi una sede in cui realizzarsi e al contempo attuare un rapporto più
stretto tra opera e partecipatore, nel tentativo di superare il confine
elitario e quasi esclusivo della sua fruizione.
Attualmente il mondo dell’arte non offre molti spunti al riguardo, lasciando
instabile l’equilibrio tra osservatore ed osservato. Viceversa, per il fatto
che un’opera rispecchia un ambiente, sia letteralmente sia perché vi
introduce una struttura legata ad un’idea, essa può articolare tale ambiente
ed appropriarsene.
Immaginare una produzione di opere, pensate e realizzate dagli stessi
artisti espressamente per il luogo, consentirebbe di superarne questo
limite, operando uno spostamento dall’opera come oggetto all’evento
spazio-temporale che essa produce, consentendoci di percepirla finalmente
nella sua complessità.
Siamo infatti sempre più preparati a cogliere il continuo divenire di una
realtà la cui trama complessa, per dirla con David Deutsch, non si sa quanto
“unitaria” sia e che si sta rivelando un “multiverso”, dove abbandonata la
“teoria del tutto” insieme ad ogni ipotesi riduzionistica e meccanicistica,
si fa strada un realismo in grado di sviluppare idee che orientano verso
nuove aperture della conoscenza.
L’opera supera la soglia del visibile entrando nel regno dell’invisibile,
rilevabile attraverso l’intelligibilità del pensiero. L’invisibile è qui
senza essere oggetto, è la trascendenza pura senza maschera ontica affermava
Merleau-Ponty, a cui corrisponde un luogo della mente fuori dallo spazio e
dal tempo.
Come raggiungere un simile luogo senza i luoghi che lo precedono?
Come la profondità si scava dietro altezza e larghezza, come il tempo si
scava dietro lo spazio, così l’opera ci conduce verso un’altra
dimensionalità dell’Essere. Un luogo della mente appunto o forse un luogo
dell’indefinito, dove non esistono categorie di luoghi ma solo “quei
luoghi”. Un addensamento provvisorio di materia fluttuante coincidente con
il pensiero di stare lì, solo lì, ora, come purezza dello “stare”.
Un terminal accoglie i visitatori che, una volta selezionato il percorso
desiderato, vengono condotti, per mezzo di piste magnetiche, ai luoghi
prescelti. Operare una selezione, quindi, tra le infinite possibili. Il
visitatore può infatti decidere ogni volta quali opere vedere, in quale
sequenza e in quanto tempo. Può operare la selezione anche a distanza e
prenotare il suo itinerario per un determinato orario, magari coincidente
con una breve sosta all’adiacente aeroporto. Attraverso tutte le possibili
reti d’informazione verranno infatti comunicate le iniziative in corso,
rivolte ad un pubblico differenziato e dinamico.
L’area d’intervento conta infatti di grandi infrastrutture: l’autostrada, la
ferrovia, il porto-canale e soprattutto l’aeroporto intercontinentale con il
quale confina, e con il quale si rende particolarmente tangibile il rapporto
di interscambio, non rivolto solo all’area metropolitana di Roma ma ad una
più estesa fruizione internazionale.
L’intervento, pensato quasi interamente sotterraneo, dovrà assolvere alle
particolari condizioni ambientali ed acustiche, attraverso la proposta di
nuovi materiali progettati per impieghi specifici e per i quali si prevede
la collaborazione con Enti di ricerca quali ENEA, CNR, ASI etc. L’immagine
complessiva dovrà pertanto assolvere oltre che alla lettura delle opere
installate anche a quella di immagini di strutture che si occultano, si Circuito stampato
trasformano, trovano nuova vita e forma. Contenitori dinamici dove la
varietà, l’incertezza, il non rendere tutto palese e visibile si sostanziano
nella possibilità di accedere sensorialmente a ciò che non è visibile.

Circuito stampato, immagine tratta dal
lavoro di Paolo Monti e Laura Rossi

“Nuove idee per un Polo Scientifico e Museale”
di Paolo Monti e Laura Rossi,
in: Snap - Il Museo Contemporaneo,
No. 3, Marzo 1999, pag. 10
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