Villa Campolieto, Ercolano (NA)
di Laura Cherubini / 1993
Misure e misurazioni. L’altro centro dell’arte è il titolo di un
progetto interdisciplinare curato e ideato da Gabriella Dalesio, una
ricerca che individua nel concetto di alterità uno dei nodi centrali
dell’epoca attuale.
La manifestazione comprende un convegno all’Istituto
di Studi Filosofici a cui hanno partecipato Alessandro Dal Lago, Pier
Aldo Rovatti, Carlo Sini, Vincenzo Vitello, Cecilia Casorati, Angelo
Trimarco…e artisti. Dalla relazione di Michelangelo Pistoletto: “Prima
la divisione tra l’Occidente e l’Oriente era anche riferita alla
contrapposizione tra iconografia e iconoclastia…Il quadro specchiante
muta le categorie considerando la rappresentazione quale fatto naturale
dell’occhio e non più necessitata da volontà impositiva dell’immagine
quale rappresentazione, quindi reale sia per l’iconoclastia che per il
cultore dell’ “icona”. Gabriella Dalesio insiste sul discorso dell’altro
(che per Rovatti non può che essere un altro discorso) affidato
essenzialmente al soggetto femminile attraverso l’arma del corpo.
Momento distaccato, la mostra, ha ambientato negli spazi splendidi di
Villa Campolieto opere di Marisa Albanese, Per Barclay, Paolo Bicco,
Licia Galizia, Fariba Hajamadi, Shirazeh Houshiary, Renato Mambor, Paolo
Monti, Anton Roca, Roberto Pietrosanti, Michelangelo Pistoletto, Cloti
Ricciardi, Maria Semeraro, Susanna Solano. Le ritmiche modulazioni di
Galizia hanno solcato le luminose pareti, mentre i palindromi di
Albanese si leggono specchiandosi nel pozzo nel riflesso di solidi
luminosi. Mambor ha progettato una sorta di quadro-oggetto, una porta
del sole, una soglia scandita da bande cromatiche luminose. Spazio della
trasparenza è anche quello dell’intervento di Barclay, mentre in un
ritmico alternarsi di luce e ombra è presente nella scultura di
Houshiary e anche i lavori di Monti e Ricciardi sono attraversati dalla
trasparenza dalla dimensione della trasparenza.
“Misure e misurazioni. L’altro centro dell’arte”
di
Laura Cherubini
tratto da: Flash Art 1993
no. 172