Paolo Monti Bibliografia
Archivio ▪ 1993

 

 


“Il luogo dei luoghi”
 
Ludovico Pratesi / 1993
 


Cosa significa interpretare un concetto così ampio come quello di luogo per un artista di oggi? Dopo la violenta tempesta delle avanguardie storiche, che all’inizio del secolo hanno spezzato le salde catene della tradizione che imponevano all’artista di rappresentare nell’opera elementi riconoscibili e riferibili al reale, si è aperta la strada agli infiniti complessi percorsi dell’astrazione. Libero dai vincoli della rappresentazione, che gli imponevano di ritrarre un frammento del mondo (fosse esso paesaggio, persona, natura morta o veduta) al di là di ogni suddivisione accademica o gerarchia tra i diversi <<generi>> pittorici, in questa turbolenta <<fin de siècle>> l’artista può scegliere di intendere il concetto di luogo nei termini che preferisce. Questa mostra raccoglie le opere di quaranta personalità differenti che compongono una sorta di ipotetica quadreria di vedute contemporanee, dove i luoghi non vengono più raffigurati secondo codici e canoni classici, come i canali di Venezia di Canaletto, le rovine di Vanvitelli o le marine di Giacinto Giganti, ma sono realmente interpretati e reinventati dall’artista, spesso senza alcun rapporto con la realtà visibile. Non più panorami, paesaggi o orizzonti, ma memorie, sensazioni, simboli, metafore, allegorie, tracce o materiali, frammenti o ipotesi, progetti o abissi, visioni o fantasie.
In un mondo come quello attuale in perenne sommovimento, l’artista si fa proteico e multiforme, accetta il mutamento come condizione di sopravvivenza, tentando di proporre nuovi e più validi modelli di pensiero. In questa ricerca di valori anche l’idea stessa del luogo si modifica, perde i suoi connotati fisici, abbandona la rassicurante solidità delle cose terrene per librarsi nel regno del pensiero e lì, dove tutto è possibile, si trasforma in opera d’arte.


Il luogo dei luoghi
di Ludovico Pratesi
in: Luoghi, Roma,
Galleria Il Segno 1993