Paolo Monti Bibliografia
Archivio ▪ 1993

 

 

 


Essere del luogo, essere nel luogo
 
di Giuditta Villa / 1993


Essere del luogo, essere nel luogo è il tema affrontato quest’anno dall’annuale rassegna “Incontro Giovani Artisti”, giunta ormai alla sua IX edizione. L’iniziativa, patrocinata dall’ Assessore alla Cultura della Provincia di Frosinone si è svolta quet’anno (alla fine di giugno) nella cittadina di Boville Ernica. La particolarità dell’iniziativa consiste infatti nell’individuare per ciascuna edizione, dei siti, dei luoghi della provincia atti ad ospitare le opere che, realizzate appositamente per gli spazi del territorio, rimarranno poi come linguaggio acquisito o acquisibile nel tessuto urbano. Coordinata da Luigi Ferletta, la rassegna di quest’anno è stata curata da Vincenzo Perna, da Massimo Di Stefano e da Nicola Carrino. Il progetto annuale, che risale ormai al 1985 è l’occasione per la realizzazione di una sorta di “laboratorio all’aperto” che di volta in volta coinvolga diverse realtà del territorio. Ogni anno la rassegna ruota infatti intorno ad una tematica differente, che nelle edizioni precedenti sono state le seguenti: 1985, Aria, Acqua, Terra, Fuoco (S. Giovanni Incarico); 1986, Mito, Magia (Alatri); 1987, Dentro, oltre le stagioni (Falaterra), 1988, Animalia (Arpino), 1989, Le colonne della fratellanza Vico nel Lazio), 1990, il recinto e il luogo sacro (Sora); 1991, Il silenzio, tra il tempo dell’uomo e il tempo della storia (Fumone); 1992, L’ulivo ritrovato (Cervaro – Santa Pau).

Una novità è costituita dal fatto che già a partire dalla scorsa edizione, l’iniziativa, che è patrocinata anche dal Ministero degli Affari Esteri, si è valsa del gemellaggio con una città straniera. Dopo Santa Pau, in Catalogna, quest’anno è stata la volta della Romania, per cui l’iniziativa che ha visto coinvolti otto artisti italiani e otto rumeni avrà un seguito nel mese di settembre, con le stesse modalità in una cittadina rumena. Articolata in due parti, una mostra temporanea allestita nella Chiesa di S. Francesco, e le opere permanenti realizzate dagli artisti appositamente per gli spazi urbani, la rassegna ha visto come protagonisti, per l’Italia: Lorena Amato, Eclario Barone, Cristina Fioretti, Licia Galizia, Paolo Monti, Antonella Pierno, Claudio Pieroni e Domenico Rossi, mentre per la Romani: Jozsef Bartha, Elemer Benedek, Dup Darie, Dan Perjovschi, Lia Perjovschi, Nora Raboca, Mircea e Sorin Vreme.
Differenti sia per i materiali impiegati che per i linguaggi artistici adottati, le opere che rimarranno nella cittadina frusinate rendono conto di un’estrema ricchezza di prospettive, Lorena Amato, che ha identificato il luogo d’intervento nella locale Scuola Media, ha attivato un processo di costruzione modulare a griglia quadrata in legno, smontabile e ricomponibile permettendo agli spettatori di poter realizzare la propria interpretazione. Eclario Barone ha reinterpretato attraverso cinque sigilli quadrati la struttura dell’ottagono turrito di Boville Ernica, realizzando un sistema aggregativo simile al mosaico. Cristina Ferretti, con il suo lavoro dal titolo Percorso, situato nei giardini del Parco Pubblico, ha tracciato una sorta di labirinto costituito da ceppi di legno squadrati e lasciati grezzi, raccordati fra loro da una semplice fascia metallica. A poca distanza da questo, si situa il lavoro di Licia Galizia, anch’esso nel Parco Pubblico, costituito da tre elementi geometrici, grandi triangoli in ferro con apertura a compasso che grazie a delle “anime” poste nel terreno seguendo un rigoroso tracciato, possono assumere orientamenti diversificati, proiettando comunque ombre differenziate nel corso della giornata.

Ancora un lavoro all’aperto è quello di Paolo Monti, collocata nella parte bassa del paese a ridosso delle mura, in una zona particolarmente assolata. Motivo della scelta è l’inserimento nella preesistente pavimentazione ordinata in scansioni regolari, , di tre cilindri in plexiglass dell’altezza di due metri ciascuno, contenenti un particolare composto di gesso, cristalli di colesterolo, cristalli di cobalto e reagenti fotosensibili che combinati con il calore e la luce solare, determinano evidenti variazioni cromatiche nel corso della giornata. Titolo del lavoro di Paolo Monti è: Superfici trattate allo stesso modo danno in tempi uguali immagini diverse.

Lo spazio della Sala Consiliare del Palazzo Comunale è invece il luogo individuato da Antonella Pierno per il suo lavoro, al quale si accede tramite un percorso visivo posto lungo le scale di accesso, costituito da piccoli dipinti su tela che agiscono da indicatori. Un grande pannello dipinto raffigurante un’architettura vista dall’alto con un grande vaso al centro è per l’occasione, collocato orizzontalmente a terra in sostituzione del tavolo delle riunioni, ribaltando in tal modo il consueto uso del luogo. Sempre nel Palazzo Comunale, ma all’interno del cortile, il lavoro di Domenico Rossi si compone di un’ampia struttura geometrica costituita da forme e materiali diversi come pietra, ferro e cera. Infine Claudio Pieroni con il suo lavoro dal titolo Dell’azzurro silenzio inquieto, ha reinterpretato l’antica fontana-abbeveratoio posta nella Piazzetta di S. Francesco, piastrellando l’interno della vasca con delle piccole tessere in pietra bianca e inserendo sul fondo una sorta di paesaggio costituito da sagome squadrate di case realizzate in pietra fra le quali scorre a mo’ di fiume una traccia cromatica di colore azzurro. Quanto ai rumeni, pur distanti concettualmente dall’ “atmosfera” locale, si sono distinti per delle particolari installazioni interpretative del tessuto urbanistico.


“Essere del luogo, essere nel luogo”

di Giuditta Villa
in: "Segno", No. 126,
estate 1993