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Poco distante in termini di spazio fisico, sempre fuori le mura, il
lavoro di Paolo Monti, pure questo <<reattivo>> alla luce solare. Se
l’installazione di Bartha si avvale di materiali poveri (appunto il
legno recuperato e riassemblato) quella di Paolo Monti è più
sofisticata: tre tubi di plastica di uguale altezza infissi nel suolo e
contenenti sostanze chimiche, formano per così dire <<meridiane
termiche>> che cambiano colore (dal bianco al rosa, al violaceo,
all’azzurro, ecc.) sia durante la giornata e secondo l’intensità della
luce solare, sia in relazione all’ombra recata da una o più persone.
Queste sottili modificazioni si ripetono, interferiscono, ci
meravigliano nel loro continuo farsi e disfarsi in un lentissimo
sfibramento delle reattività che raggiungerà il suo punto zero forse nel
giro di un decennio.
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estratto
da “I LUOGHI, LO SPIRITO DEL TEMPO”
di Vincenzo Perna