
“L'Avanguardia Telematica”
VUOI AVERE UN CAPOLAVORO? Niente di
più facile. Prendi un modem, tuffati in Internet e clicca sul mouse. E poi
stampa. Potrai avere un’intera stanza del Louvre appiccicata alle pareti della
tua camera da letto. E trovare in rete artisti delle nuove generazioni. Oppure
fare la conoscenza con un Mario Schifano “elettronico”. Sul sito Internet
“Schifano www.Stet.it” aperto grazie alla sponsorizzazione Stet, l’artista
immette ogni mese una trentina di opere. Il mese dopo saranno altre trenta,
tutte diverse. Ma il collezionista attento potrà stamparle una ad una fino a
costruirsi in casa il “quadro più grande del mondo”, lo stesso che Schifano ha
esposto a Milano, in occasione dello Smau (dal 18 al 25 ottobre) su un pannello
di un’estensione di 500 metri quadri.
L’ultimo numero della rivista “Telèma” ha raccontato tutto questo, i prodigi e
le défaillance dell’arte mediatica, cavalcando la nuova frontiera dell’
“estetica virtuale”. In Italia gli artisti che amano il surf su Internet non
sono molti, ma qualcuno, più ardito, ha abbandonato pennello e cavalletto e ha
scelto come galleria personale l’intero cyber-spazio. <<Internet>>, avverte
Pietro Montani, docente di Estetica all’Università la Sapienza di Roma, <<è
utilissimo, ma il suo uso di massa rischia di farlo diventare un enorme archivio
dell’inelaborato. E’ il suo pericolo. L’arte, di fronte a questo genere di
mutazioni, rappresenta comunque un arricchimento, non un impoverimento della
percezione>>.
Intanto i poteri della consolle non si perdono d’animo e continuano sulla loro
strada. Qualcuno di loro è anche approdato alla Quadriennale di romana, in netto
contrasto con i colleghi neofigurativi e anacronisti. E hanno vinto loro, a
sorpresa. Domenica 10 novembre, la giuria ha consacrato la ricerca virtuale con
una rosa di vincitori tutti a loro modo impegnati sulle immagini telematiche:
Stefano Arienti, primo premio, Studio Azzurro, secondo, Umberto Cavenago, terzo,
e Cristiano Pintaldi, quarto. Ma cosa fanno questi artisti, destreggiandosi tra
computer e Internet? Innanzituto si muniscono di un loro indirizzo. Matteo
Basilè, ad esempio, sta nel sito: http: www.snd.it/jungle. Lui è partito da foto
segnaletiche computerizzate e adesso fa il “ritrattista” virtuale. Potete
spedire con l’email (la casella di posta elettronica) un’immagine all’artista e
per centomila lire il vostro ritratto finirà in rete. Un antesignano della
sperimentazione su Internet è Tommaso Tozi. Dal ’90 ha fondato una Hacker Art
Bbs, la prima galleria telematica interattiva in Italia, una data bank
autogestita (tel. 055/4224410). Negli anni Ottanta si divertiva a creare virus
subliminali digitali che non distruggevano ma contaminavano i sistemi operativi
Ms-Dos con la scritta “Ribellati!”. Umberto Cavenago, maestro elettronico,
racconta di essere passato all’uso del computer partendo dalla sua attività di
scultore e via via appassionandosi alle potenzialità del messo. <<All’inizio>>,
dice, <<lo utilizzavo come un qualsiasi supporto, mi serviva per elaborare il
disegno tecnico delle mie sculture. Il software, rispetto al tecnigrafo o
all’aerografo, mi sembrava una penna più intelligente. Ora sto lavorando a
modellazioni a 3d (in tre dimensioni) e anche su cd-rom>>. Alla Quadriennale, il
suo lavoro consisteva invece in un grande tavolo con sopra un monitor appoggiato
come fosse un foglio di carta. Anche lì, l’intervento del pubblico era
fondamentale. Le immagini venivano scelte al computer e davano visibilità a una
specie di quaderno di appunti d’artista.
Anche per Paolo Monti si è parlato di realtà virtuale. Ma lui spiega che il suo
è un uso “a ritroso” delle possibilità del software, un modo per tornare alla
fisicità. La sua stanza con i raggi infrarossi (sempre alla Quadriennale) che
evidenziavano l’impronta degli osservatori a seconda della loro temperatura
corporea, non ha niente a che fare con la simulazione. <<Il computer è uno
strumento che rivela le radiazioni termiche. La mia materia è naturale, è il
calore del corpo. Io lavoro con la realtà, mi piace restare sulla soglia di
visibile e invisibile>>.

“L'Avanguardia Telematica”
di Arianna Di Genova
in L’Espresso, 21 novembre 1996
n.47 – anno XLII
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