Paolo Monti Bibliografia
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“L'arte tra pennelli e computer”
 
di  Ludovico Pratesi / 2000

Utilizzano pennelli e computer, macchine fotografiche e cineprese per trasformare la vita quotidiana in un’opera d’arte ispirata direttamente dalla realtà. Vitali e sorprendenti, dinamici e inquietanti, i giovani artisti italiani conquistano sempre più spazio nelle gallerie romane, dove propongono un’arte di alta qualità, al passo con le ricerche dei loro colleghi stranieri. È il caso del milanese Stefano Arienti, che espone i suoi ultimi lavori alla galleria Sales fino al 30 maggio (via San Francesco di Sales 16/a, tel. 06/68806212). Si tratta di lunghi rotoli di carta <<da lucido>> che rivestono tutte le pareti della galleria, sui quali l’artista ha ricalcato con i pennarelli alcuni dettagli tratti da stoffe con motivi esotici, selezionate dall’artista in quanto <<folk, kitsch o cheap>>. Il risultato è un insieme di disegni colorati di grandi dimensioni, che trasformano il cattivo gusto del quotidiano in un racconto leggero e delicato, di notevole suggestione visiva.

Anche l’artista danese Thorsten Kirchoff, che vive e lavora a Roma da diversi anni, ha scelto di modificare il piccolo spazio della galleria Sperone jr. in una sorta di <<sala macchine>> che sembra uscita dai fotogrammi di un film dell’orrore come <<Non aprite quella porta>>. Le pareti sono ricoperte da una tenda di plastica traslucida verde chiaro, mentre sul pavimento è appoggiato il motore di un’automobile dipinto dall’artista, che emette luci, rumori e suoni psichedelici come un moderno organo a canne. <<Non a caso ho voluto intitolare l’installazione “Olio su motore” – spiega l’artista - proprio per sottolineare quest’immagine cinematografica, dove la pittura si sposa con gli oggetti meccanici>>. La mostra di Kirchoff è aperta fino al 13 maggio (via dell’Orso 27, tel. 06/6893525).

Sul confine tra pittura e telematica si muove la ricerca di Fabrice De Nola, protagonista di un’interessante personale aperta alla galleria Il Ponte fino alla metà di maggio (via di Montoro 10, tel. 06/68801351). Si tratta di una serie di dipinti dai colori brillanti, che rappresentano personaggi umani che si muovono in ambientazioni <<hi-tech>>, paesaggi urbani virtuali e architetture futuribili. Un occhio aperto verso un futuro dominato dalla telematica, dove le opere d’arte sono sintesi di dati telematici trasformati dall’artista in immagini di notevole impatto visivo, prodotte dall’unione tra manualità e alta tecnologia.

Un territorio pieno di sorprese dove lavora da anni l’artista romano Paolo Monti, che espone ad Arte in Scena l’installazione <<Fluttuazioni>>, presentata da Stefano Chiodi, fino al 26 maggio (via Adda 21, tel. 06/58300976). Si tratta di un’opera costituita da tre specchi e un sottile tubo metallico da cui fuoriesce un flusso di calore, che permette di liberare flussi di energia visibile grazie ad una telecamera. Una maniera di utilizzare la tecnica per creare delle opere d’arte dove l’immagine mostra all’occhio umano presenze invisibili ma dense di suggestione.

“L'arte tra pennelli e computer“
di Ludovico Pratesi
in “La Repubblica”, sabato 29 aprile 2000